In una settimana dominata, sui giornali mantovani, dal dibattito scatenatosi intorno alla proposta leghista sulle "classi ponte" e dalle questioni relative ai centri islamici di Castiglione delle Stiviere e Viadana, apriamo con una notizia apparsa sulla Voce: Costa dovrà restare in carcere per la morte di Kumar (18/10/08).Il quotidiano evita ogni commento e, dopo una breve ricostruzione dei fatti che hanno causato il decesso del lavoratore indiano, riporta la motivazione della sentenza che respinge il ricorso dell'agricoltore viadanese. Domandarsi cosa avrebbe scatenato un episodio a parti invertite ci pare del tutto superfluo… Considerazione analoga si può fare a proposito del titolo relativo alla cronaca di un incidente stradale sempre sulla Voce: Salta lo stop: 40enne travolto e ucciso (Voce, 18/10/08) mentre nel sottotitolo si comunica che "la vittima è un marocchino". E' da notare che, leggendo l'articolo, non si riesce a capire se ad ignorare lo stop sia stato l'immigrato, Mahmed Chaid, che guidava un motorino forse senza fanale e che forse procedeva contromano, o se sia stato l'investitore di cui sappiamo solo trattarsi "di un 22enne di Mariana che stava accompagnando a casa un cugino". A cosa dobbiamo l'anonimato? Quale senso di prudenza e circospezione viene riservato a noi indigeni? E perché il marocchino, se vittima, nel titolo diventa un “40enne”? E’ insolito che si sorvoli sulla provenienza nazionale invece troppo spesso sottolineata quando si tratta di attribuire delle colpe. L'articolo si conclude con la notizia che la salma è stata portata all'ospedale di Asola dove è stato accompagnato anche l'anonimo investitore per stabilirne l'eventuale tasso di alcolemia. Ma allora: chi ha saltato lo stop?
Ma, come dicevamo, sono tre le questioni che hanno occupato, quasi ogni giorno, le pagine dei quotidiani mantovani e, se analizziamo per esempio quella relativa alle classi ponte, recentemente rinominate classi di inserimento, balza subito all'occhio come la Voce e la Gazzetta si siano spartite quasi equamente gli interventi a favore e quelli contrari. Il giornale diretto da Romano Gandossi ci fornisce uno spaccato della realtà dal quale sembra che il consenso all'emendamento della Lega Nord sull'impianto della Legge Gelmini sia larghissimo, pressoché unanime. Consenso alle classi-ponte (Voce, 20/10/08), Ma quali classi-ghetto, è una necessità (Voce, 17/10/08) sono i titoli che campeggiano mentre Alberto Gazzoli nel suo fondo domenicale (Extracomunitari a scuola prima l’italiano e poi… Voce, 19/10/08) arriva a stupirsi per chi protesta contro quello che viene definito "un assist per gli extracomunitari".
L'unica nota dissonante intorno a questo argomento sulla Voce è quella de Al tabach dal moro (17/10/08) che, prendendola un po' alla lontana, vede nell'integrazione razziale e culturale un'occasione di crescita e non necessariamente un pericolo e definisce le classi differenziate così: "I ghetti non risolvono il problema, lo nascondono e l'integrazione va a farsi benedire".
Viceversa sulla Gazzetta sembrano prevalere le voci critiche o, almeno, si dà notizia di un acceso dibattito in corso. Il 16 ottobre, in prima pagina, si legge: In classe soltanto alunni stranieri e nell'articolo, ripreso poi all'interno, si dà conto di una iniziativa finanziata dalla Cariplo che sembra andare proprio nella direzione proposta, e promulgata, dalla Lega. Il giorno dopo, il 17, il giornale di Enrico Grazioli, dopo aver ‘occhieggiato’ l'argomento in prima, propone a pagina 18 un'intervista col Provveditore Gianfranco Ghilardotti che privilegia invece "l'integrazione immediata", intervista corredata dalla descrizione di altre iniziative sorte in provincia, per esempio a Suzzara, per permettere una alfabetizzazione senza separare e che dunque vanno in direzione opposta a quella ‘benedetta dal Carroccio’ (Le classi di soli immigrati ‘benedette’ dal Carroccio – Il provveditore: “meglio l’integrazione immediata”).
Sempre il giorno 17, si riferisce della tendenza dei genitori mantovani a non iscrivere i propri figli nelle scuole elementari frequentate da troppi stranieri. Fuga dalle scuole multietniche è il titolo di un articolo che riporta, senza posizioni preconcette, di un "rischio di creare due mondi separati" cui le istituzioni stanno cercando di porre rimedio studiando soluzioni condivise. Sempre sulla Gazzetta e sempre il 17 ci piace segnalare una lettera molto bella sull'argomento, firmata da Lia Gemma (Classi differenziate. Diciamo no ai ghetti).
Centri islamici. Viadana e Castiglione delle Stiviere. Due vicende molto diverse tra loro e, anche in questo caso, divise in maniera equa tra i due quotidiani locali. Sulla Gazzetta, il giorno 15 ottobre, appare un articolo (Centro Islamico, Pavesi: l'iter ha i suoi tempi) in cui si riporta la ferma posizione del sindaco viadanese che, in risposta alle proteste dei musulmani dell'associazione Assalam, che lamentano lungaggini burocratiche per la costruzione di un centro di culto, oppone il rispetto per i tempi delle procedure che, asserisce, sono uguali per tutti. In realtà, dalle dichiarazioni virgolettate, pare emergere una cautela forse eccessiva "per approfondire gli iter autorizzativi". E pare far capire che anche le ipotesi alternative all'assegnazione (affitto o acquisto diretto dell'area) saranno vagliate col massimo dell'attenzione. Nell'ipotesi dell'acquisto poi, "viste le rilevanti questioni di carattere sociale”, non esclude il ricorso al referendum popolare. A fianco della determinazione di Pavesi non esita a schierarsi la Lega e la Gazzetta ne riferisce il giorno seguente, il 16: I musulmani rispettino le scelte. Claudio Bottari (segretario provinciale della Lega) plaude la fermezza del sindaco e minaccia, in caso di manifestazione dei musulmani, di fare intervenire Borghezio…
L'articolo del 19, sempre sulla Gazzetta, riporta un titolo che sembra rasserenante: Zanassi sul centro islamico: la concessione è già avviata, all'interno viene riportato un nuovo intervento di Bottari che mette in guardia dalla possibilità che il futuro centro possa essere frequentato da "cattivi maestri".
Del centro islamico di Castiglione invece si occupa, quasi esclusivamente, la Voce. L'inizio (16/10/08) è sommesso, almeno nei titoli: Domenica la Lega Nord incontra i cittadini in piazza Dallò. Dalla lettura si apprende che lo scopo, oltre che una sana castagnata in piazza, è la raccolta di firme per ottenere un referendum sulla questione dei rifiuti del Sud da smaltire nell'impianto locale e sulla richiesta di spostamento del centro islamico (che quindi in questo caso esiste già) da una via del centro ad un capannone della zona industriale. Due giorni dopo, sabato 18, il titolo è ben diverso: Allarme terrorismo a Castiglione e il sottotitolo: a lanciarlo è la Lega Nord: il gruppo locale iscritto alla cellula dell'Ucoi. Nel corpo dell'articolo viene citato tra virgolette il testo di un documento della sezione locale del Carroccio in cui, introdotto da un "Sembra che..." che stride con la certezza del titolo, l'Ucoi viene definita "associazione che legittima il terrorismo suicida, l'11 settembre…" ecc. ecc.
Il 19 ottobre la Voce pubblica un articolo dal titolo Macché terrorismo, questione politica in cui il consigliere di minoranza Tiana stigmatizza le iniziative e le dichiarazioni degli esponenti della Lega. Di tutta la vicenda castiglionese sulla Gazzetta appare solo un breve pezzo con foto del gazebo in piazza Dallò nell'edizione del 20 ottobre. Il titolo è La Lega supera le mille firme, ma nell'articolo non si accenna minimamente al motivo della raccolta delle stesse. In una breve dichiarazione il già citato Bottari polemizza con Forza Italia e ci dice che nelle città governate dalla Lega l'integrazione è ai massimi livelli. Ma non era lui che a Viadana invocava Borghezio? di Giuseppe Raspanti



