In sostanza si tratta dell’approvazione del “nuovo regolamento” che, nell’ottica dell’attuale Amministrazione, dovrebbe col tempo portare alla chiusura del ‘campo’ stesso. La replica alla prima pagina del 15 marzo (Campo nomadi a tempo) arriva con: I nomadi replicano: campo aperto a tutti i sinti. “Via Roma non rispetta i patti” (Gazzetta di Mantova, 16/3) e Sinti e Rom scendono in piazza (Gazzetta di Mantova, 19/3).
Su questo numero della nostra newsletter iniziamo a dare spazio e voce a quella parte dei nostri concittadini che dovrà poi vivere alla luce di questo regolamento ad hoc. Della discussione che si è aperta tra gli interlocutori – Comune di Mantova e associazione Sucar Drom, da sempre soggetto della mediazione culturale e del protagonismo attivo delle donne e degli uomini sinti – leggiamo ancora in numerosi articoli, tra cui: Nomadi, in aula il regolamento (Gazzetta di Mantova, 17/3) e Integrare i nomadi? Basta mantovanizzarli! (Voce di Mantova, 17/3).
Su quest’ultimo mi preme fare alcune considerazioni. L’anonimo articolista così descrive il progetto sussunto al nuovo regolamento: “La giunta di centrodestra intende così dare forma alla tanto demagogizzata ‘integrazione’: mantovanizzando le minoranze. Che peraltro proprio minoranze non sono, a detta dell’assessore al welfare Arnaldo De Pietri: «Il campo nomadi ospita sinti e rom tutti assolutamente mantovani»”.
Esatto: tutte e tutti mantovani, l’assessore si è fermato qui (leggo il virgolettato). E’ il giornalista che non conosce la differenza. Esplicitiamola, dunque: nell’area di sosta di via Learco Guerra risiedono persone italiane, mantovane e appartenenti alla storica minoranza dei sinti, così come ci sono gli ebrei mantovani, i musulmani mantovani, ecc... Semplice.
Provano, e lo segnaliamo volentieri, a prendersi la parola sul primo quotidiano locale le famiglie: A mia madre ho dato una rassicurazione sbagliata (Lettera firmata, Gazzetta di Mantova, 19/3), Ma come fa il consigliere a sapere che siamo sporchi? (Yuri del Bar), Cantano Fratelli d’Italia poi danno il ‘giro di vite’ (Giacobbe); si aggiungono il segretario di Sucar Drom e alcuni privati: Quella è una discriminazione cara consigliera Graziano (Carlo Berini), Nomadi, cosa c’è che ci spaventa? E io adesso non mi sento tanto bene (di Anna Volpi, stessa data). [...]
Angelica Bertellini
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